F.A.Q. sulle allergie

Domande che si pone il paziente

Perché devo ricorrere alla prevenzione ambientale se in casa vive un paziente allergico? La profilassi ambientale è molto importante, soprattutto se si è allergici agli acari e ai micofiti. La prima misura da adottare è quella di usare delle barriere per materassi e cuscini.  Altro elemento importante è che nella camera da letto l'umidità non superi il 60-65%. Dotarsi infine di aspirapolvere con filtro HEPA o ad acqua, meglio se presenti entrambi, in quanto sono gli unici che possono assicurare una riduzione di acari, polveri, micofiti e batteri.

Perché devo fare il vaccino antiallergico che è una spesa ed è fastidioso, avendo a disposizione molti farmaci per curare la mia allergia? Il vaccino antiallergico, anche secondo un documento ufficiale pubblicato nel 1999 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, è l'unica terapia causale nell'allergia respiratoria, in quanto può modificare la storia naturale della malattia. Inoltre, molti lavori clinici controllati e pubblicati in tutto il Mondo, hanno dimostrato che, dopo un anno dall'inizio della terapia vaccinica, si ha una drastica riduzione del consumo dei farmaci: questo comporta grossi vantaggi per il paziente.

Quanto deve durare la terapia vaccinica? La lunga esperienza fatta con milioni di allergici trattati con il vaccino ci dice che la durata minima del trattamento deve essere di almeno 3 anni, meglio se protratta per 5 anni.

Quando iniziano gli effetti terapeutici del vaccino? Essendo una terapia che agisce sul sistema immunitario, il miglioramento dei sintomi avviene dopo alcuni mesi, svolgendo il pieno effetto dopo circa un anno dall'inizio della terapia. L'interruzione del vaccino nel primo anno vanifica tutti i risultati acquisiti.

Che succede dopo la sospensione? Nella maggior parte dei casi, l'effetto terapeutico si protrae per molti anni, nel peggiore dei casi si rifarà un nuovo ciclo dopo una lunga sospensione. Per i farmaci questa regola non vale perché, essendo dei sintomatici, devono essere assunti finché l'allergia permane.

Perché il vaccino antiallergico ha un costo così elevato? In realtà è la spesa iniziale che può fare apparire costosa questo tipo di terapia; se consideriamo che la durata del trattamento va mediamente da 4 a 6 mesi, il prezzo giornaliero è l'equivalente del costo di un caffè. Il vero problema è che solo poche regioni italiane rimborsano parzialmente o totalmente questo tipo di terapia, solo perché le imprese del settore, operando in una nicchia di mercato, non hanno il potere lobbistico di influenzare le autorità sanitarie regionali. Sarebbe una bella battaglia per le Associazioni dei Consumatori!

A che età è utile iniziare il vaccino antiallergico? Seguendo i canoni tradizionali si parla di iniziare a 5 anni d'età. Ci sono scuole di pensiero che suggeriscono di abbassare questa soglia, anche perché i disturbi legati alle patologie respiratorie allergiche si manifestano precocemente nel bambino. Seguendo queste considerazioni, stanno iniziando nel mondo lavori clinici con bambini molto piccoli.

E' vero che il vaccino fa male e che in qualche caso può rappresentare un grosso pericolo? Bisogna sfatare questa leggenda, innanzitutto ricordando che, a differenza dei farmaci, il vaccino è una terapia naturale, fatta con gli stessi allergeni vegetali o animali che causano nel paziente allergico i disturbi. Questo può essere usato per anni senza alcuna interferenza con altri organi o metabolismi dell'individuo. Sicuramente la terapia deve essere impostata e seguita da personale medico specialistico, non è ammessa nessuna automedicazione, per cui questo sito non è fatto per vendere vaccini, ma per dare le corrette informazioni a chi soffre di allergia. Anche i rari casi di una grave reazione sistemica da vaccino, con l'avvento oggi delle nuove terapie in compresse e gocce, sono stati eliminati, affrancando il paziente del fastidio delle iniezioni sottocutanee.

Può il vaccino antiallergico essere considerato una terapia preventiva oltre che curativa? Il discorso della prevenzione è un punto di grande importanza, in quanto si è visto da uno studio multicentrico fatto in Europa con bambini e durato molti anni, che i piccoli pazienti che avevano una rinite allergica trattati con vaccino, ben difficilmente nel corso degli anni avevano sviluppato l'asma, a differenza di altri bambini rinitici che non erano stati sottoposti a vaccinoterapia. Oggi sappiamo che il raffreddore allergico è l'anticamera dell'asma, ecco perché è molto importante iniziare con tempestività il vaccino antiallergico. Così come si sta dimostrando come il paziente allergico positivo ad un solo allergene, se trattato col vaccino, ha buone probabilità di non sviluppare positività ad altri allergeni. Queste cose che sono ben conosciute, per scarse conoscenze specifiche, sono ignorate dai medici di base e dai pediatri di base.



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